Rick and Morty a Bari Vecchia – Pt.4

Rick and Morty a Bari Vecchia pt.4 - by Filmonauti

Filmonauti racconta: le avventure di Rick & Morty a Bari Vecchia, parte 4.

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Il filo a cui sono appesi Rick e Morty si spezza.
I loro corpi cadono nel vuoto verso le fauci spalancate.
Rick cerca di aprire una porta interdimensionale, ma ha le mani legate da fili residui di mozzarella. Le imprecazioni di Rick riescono quasi a coprire le urla terrorizzate di Morty, ormai paralizzato in uno stato di trance: occhi sbarrati, corpo a peso morto, mani sul viso a circondare una bocca ululante.
Un panzerotto è lungo tra i 15 e i 20 cm, ma per i loro corpi minuscoli la caduta sembra non finire mai. A un certo punto vanno a sbattere contro una parete fritta e precipitano di nuovo verso il basso, moltiplicando la caduta. Il panzerotto si è rigirato e il fiume di sugo, ormai ridotto a un fiumiciattolo, sta tornando sul fondo. Morty continua a strillare, incosciente. Atterrano rimbalzando tra cuscini lattei e cumuli farinacei. La gigantesca bocca rossa si è richiusa e si è allontanata per masticare un boccone.

— Morty!! Smettila di urlare, siamo ancora vivi! Morty!
Morty non sembra destarsi, ma un paio di schiaffi ben assestati lo fanno tornare in sé.
— Ahia!!! Cos’è successo?!
— Andiamo Morty devi aiutarmi a slegarmi, dobbiamo andarcene subito da qui.
Non fa in tempo a finire la frase che si sente la voce gracchiante:
— Fai salire la mozzarella con le mani, ancora te la ritrovi tutta alla fine!
Dai lati, delle improvvise rientranze spingono l’intruglio bianco-rosso verso l’alto. Il suolo si fa di nuovo instabile, l’agglomerato latticino si erge implacabile e filamentoso, l’intingolo gorgoglia e scivola ovunque.
In alto le labbra mostrano denti famelici pronti a tirare un morso.
— Questo è troppo!!! Davvero troppo! Non ho mai visto un luogo più violento di questo. Andiamocene da questo inferno! Adesso. Via!
Un lampo di luce verde li acceca.

Rick e Morty hanno i vestiti impregnati di salsa, ma nessuno sembra farci caso. Una signora inanellata sta affondando le fauci nella massa fritta. Un uomo accanto a lei la guarda con ammirazione.
— Bravissima, così si mangia il panzerotto!
La sua voce inconfondibile fa rabbrividire Morty.
In pochi morsi la lady divora 20 cm di impasto incandescente.
Morty, sgomento, ha un mancamento.
— Oh m&%£@, siamo salvi per un pelo! Che voracità inaudita! Per la misera, Morty, riprenditi!
— Oh Gesù, Rick!! Ho visto di tutto al tuo fianco, ho rischiato la vita tante volte, nei più remoti angoli dell’universo, ma mai avrei pensato di rischiare di essere ingurgitato da una donna!
— Su, Morty, adesso non frignare. Questa feroce attitudine culinaria è antropologicamente interessante. Mi chiedo da cosa nasca…

— Ehy piccoletto! Che ti è successo!? Sei sparito così all’improvviso… lo vuoi il panzerotto?
L’uomo panciuto sorride, indissolubilmente avvinghiato alla sua Peroni.
— Oh salve…ehm, no grazie è molto gentile ma…
Morty tira il camice di Rick che continua a osservare la signora con piglio scientifico.
— Ah in due siete? E offro pure a lui, problemi nun nge ne stonn!… Due panzerotti e due Peroni, grazie!
— Riiick!!
Bisbiglia a disagio Morty.
— Che c’è!? Non mi scocciare, non vedi che sto portando avanti la mia analisi antropologica? Questa signora, nonostante una chiara estrazione alto borghese, se ne sta ferma con le gambe divaricate, il busto leggermente in avanti e mangia con le mani, sporcandosi il viso di olio, noncurante del make up. Non solo: ha gli occhi chiusi e sembra in uno stato di beatitudine nonostante la caciara assordante di tutta questa gente. Ci sono tutti i tipi umani possibili, delle più diverse estrazioni sociali, che convivono in uno stesso spazio e la maggior parte sta trangugiando panzerotti. E non è l’unica beata in questa bizzarra postura: guarda!

Morty non si era ancora guardato intorno. Gira la testa e, in ogni dove, vede esattamente quel che Rick ha descritto: il più curioso miscuglio di genti diverse, tutte intente a parlare e mangiare nello stesso modo.
— E certo! È così che s mang u panzerott!
— Ma è bollente!
— U panzerott a va jess bollend! Tenete. Mi raccomando gambe aperte e busto in avanti e vedi che ti mangi!
Con un sorriso smagliante, dà una pacca forte sulla spalla di Rick e gli porge una Peroni.
— La mort du panzerott je la birr! Alla salute!
Rick accenna un sorriso e inizia a sorseggiare. Persino il suo sguardo inquisitorio si scioglie in un’espressione di meraviglia. Con uno scatto felino si mette in posa, afferra la massa rovente, la fissa un attimo e tira un primo morso. Le palpebre si alzano al cielo accompagnate da un mugolio di piacere e poi ricadono a serrare gli occhi in un guscio. Morty non l’ha mai visto in un tale stato di beatitudine. Sembra imperturbabile, al sicuro in un luogo irraggiungibile e fatato. Allora prende coraggio e fa lo stesso. Ora anche i suoi occhi sono chiusi a trattenere tutto il possibile di questo sapore sublime. L’uomo panciuto li osserva compiaciuto e dice ai vicini:
— È il loro primo panzerotto
Un mormorio di approvazione e comprensione si fa strada tra la folla.

E gli agenti della federazione intergalattica? A seguir le tracce dei fuggitivi, son incappati nel panciuto Gennaro, che andava in giro chiamando a gran voce il piccolo Morty a cui aveva promesso un panzerotto in memoria di un nonno che aveva dedicato le sue ultime parole alla leccornia barese. Sagaci come sono, hanno intuito subito che quella era la pista giusta e han preso a indagare su questo ‘monumento barese’. Attratti già dal profumo, non hanno potuto resistere alla tentazione di assaggiarlo. È così che son rimasti intrappolati anche loro nell’estasi.

E ora sono tutti nello stesso luogo lontano,
Inebriati da quel tripudio di sapore,
Con gli occhi chiusi a custodir lo stesso incanto.

Disegni: Davide De Marco; 
Testi: Martina Iaffaldano

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Martina Iaffaldano

Da bambina, trovava le fiabe troppo eccitanti per dormirci su. Allora suo padre decise di leggerle la pagina di economia e finanza del giornale. Per questo, forse, ha imparato a leggere prima che a camminare. Per spirito di contraddizione ha anche scelto il corso di laurea in Lettere. La laurea è stato un momento formativo, catartico e alcolico e l'ha aiutata ad imparare a pronunciare il nome del Master che ha conseguito dopo in "Gestione dei Sistemi Informativi basati sulla Manipolazione Semantica dell'Informazione”.

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