Momiji, centro di lingua e cultura giapponese a Bari

Filmonauti intervista Momiji

Filmonauti intervista Momiji

Nel 2007 nasceva a Bari, in un angolino insospettabile del quartiere San Pasquale, il progetto culturale e scuola di lingua giapponese, Momiji. Ben prima di abitare il piano terra di Via Castromediano 87, Momiji esisteva nella testa e nei pensieri di due dei suoi fondatori, Cristina D’Auria e Andrea Dentuto.

A distanza di un decennio dalla sua apertura, ci siamo seduti con Andrea e Cristina, in questo luogo idilliaco a cavallo tra Italia e Giappone per parlare dell’incredibile iniziativa che è Momiji. Insieme a loro ci siamo teletrasportati lontanissimi da Bari, in lande abitate da personaggi animati vecchi e nuovi e tra un biscotto e un sorso di tè ci siamo immersi nelle meraviglie del patrimonio culturale giapponese.

Dettaglio del centro Momiji – Foto di Filmonauti

Andrea e Cristina hanno vissuto insieme per 10 anni in Giappone. Sono tornati in Puglia per dare vita ad un progetto inedito, la scuola di lingua e cultura giapponese Momiji

Dettaglio del centro Momiji – Foto di Filmonauti

CRISTINA D’AURIA

È laureata in Lingue con un piano di studi personalizzato mirato all’insegnamento. Subito dopo la laurea si è trasferita a Tokyo dove ha lavorato come insegnante di italiano, traduttrice, narratrice, speaker radiofonica (per circa 6 anni presso la radio nazionale NHK). Al Momiji è fondatrice, insegnante bilingue ed esperta della cultura Giapponese.

ANDREA DENTUTO

È un mangaka e animatore. Ha realizzato, sotto pseudonimo, manga brevi in Giappone, e pubblicato anche manga originali di Lupin III. Oggi insegna disegno ai ragazzi che sognano di lavorare come assistenti o mangaka in Giappone.

Come avremo modo di approfondire, è lo storiografo italiano di Lupin III per numero di pubblicazioni a livello nazionale. Il suo Maestro ideale è nientemeno che Monkey Punch (nome di penna del mangaka giapponese Kazuhiko Katō, conosciuto internazionalmente per la sua serie Lupin III ndr).

Andrea e Cristina hanno vissuto insieme per 10 anni in Giappone. Sono tornati in Puglia per dare vita ad un progetto inedito.

Dettaglio del centro Momiji – Foto di Filmonauti

Come prima cosa abbiamo chiesto ad Andrea e Cristina, come nasce Momiji?

<<Siamo Otaku da sempre!>> Ci risponde Andrea. E Cristina aggiunge: <<Siamo quelli che hanno importato – e scritto – per primi la parola ‘Otaku’ in Italia.>>

Andrea: <<In un articolo di una rivista periodica mensile chiamata Kappa Mangazine. Prima di quella volta, nessuno aveva scritto riguardo la parola Otaku in Italia su una pubblicazione nazionale. Per questo, siamo stati molto contenti che, subito dopo, Shogakukan – che ha fatto un dizionario in italiano – abbia inserito, tra le parole utilizzate nella nostra lingua, la parola Otaku. Questo succedeva per la prima volta, dopo la nostra menzione. >>

Dopo i manga sono arrivati anche gli anime e gli ospiti mangaka in Italia, ci racconta Andrea:

<<Io e Cristina, con l’aiuto di Granata PressStar Comics, con il gruppo Kappa Boys(adesso KappaLab) abbiamo cllaborato per portare i primi manga in Italia. Monkey Punchè venuto per la prima volta in Italia, grazie alla Star e ai Kappa, con cui eravamo felici di collaborare. E i primi manga italiani sono esplosi grazie alle case editrici che credevano nei manga – che ci hanno creduto anche da un punto di vista di ritorno finanziario – e grazie a una cerchia di addetti ai lavori. Noi eravamo tra questi e nei primi anni ’90 abbiamo aiutato a portare il boom in tutta italia, supportando le persone che ci credevano quanto noi.>>

Andrea sottolinea poi come <<su Bari abbiamo presentato, nella carica di responsabili, il progetto AnimEmotion. Insieme ad altri amici abbiamo portato i primi anime in lingua originale con sottotitoli, come per esempio ‘Oh mia Dea’. È stato proiettato a Bari per la prima volta in Italia. >>

Quali sono gli anime e manga a cui siete più affezionati?

<<Tanti, ma uno su tutti!>> Ci dice Cristina ridacchiando. Parla ovviamente di Lupin III, l’opera su cui Andrea ha anche lavorato come mangaka. Cristina aggiunge: <<è molto più che il nostro anime preferito>>.

<<La nostra dedizione verso Lupin è la prova che manga e anime sono tutta la nostra vita.>> Rincara Andrea.

Perchè i prodotti culturali giapponesi, più che intrattenimento sono uno stile di vita.

A questo proposito chiediamo ai nostri due Otaku, quali sono le differenze e le somiglianze che si possono tracciare tra due stili di vita che sembrano così distanti come quello giapponese e barese?

Senza nessuna esitazione Andrea ci risponde: <<Il pesce crudo!>>. Ma anche la passione condivisa per una cucina fatta di sapori semplici e l’esaltazione di ingredienti genuini, aggiunge Cristina.

Dettaglio del centro Momiji – Foto di Filmonauti

La nostra dedizione verso Lupin è la prova che manga e anime sono tutta la nostra vita.

Dettaglio del centro Momiji – Foto di Filmonauti

Tornando agli anime, invece, quali sono le tendenze nuove tendenze dell’animazione nipponica?

Andrea parte da un luogo comune e ci spiega:

<<i Giapponesi sono stati accusati già negli anni ‘80 di usare troppo la computer grafica, cosa che non era vera. È in realtà stata la Disney ad aprire quella strada.

I Giapponesi ci sono arrivati dopo, si sono adattati, per arrivare al pubblico occidentale e non perdere il primato dell’animazione che si erano costruiti in decenni. Il Giappone ha, ad oggi, necessità di muoversi, di produrre tanto e il computer aiuta. Soprattutto per chi collabora con i maestri, che stanno invecchiando, molti non insegnano neanche più.>>

Dalla nostra chiacchierata con i due maestri che abbiamo davanti, Andrea e Cristina, capiamo che a guidare Momiji è un’inesauribile voglia di fare e continuare a imparare. Il centro esiste con la volontà espressa di portare un pezzettino di Giappone oltre le barriere dello spazio e delle differenze culturali fino in Puglia.

La comunità di appassionati che si riunisce attorno a questa inconsueta ma persistente realtà esiste come un piccolo miracolo. Momiji si nutre di tutte le persone che hanno interesse e passione e non potrebbe esistere se non fosse per lo sforzo quotidiano di Cristina, Andrea, e le altre insegnanti Satoko, Mina e Sara.

Qualunque barese fosse interessato a fare una capatina in Giappone – e tornare a casa in giornata – adesso sa che gli basta voltare l’angolo o alzare il telefono per sentirsi rivolgere il più caloroso dei konnichi wa.

Momiji si occupa di organizzare e tenere lezioni di giapponese, dal vivo e tramite videochiamata. Oltre alle lezioni di lingua, Momiji offre un corso di disegno Manga su stili e tecniche del fumetto giapponese (anche per i più giovani).

Inoltre, il centro prevede lezioni speciali sulla cultura giapponese tra le quali ‘Origami’‘Viaggio nella musica giapponese tra modernità e tradizione’, ‘Laboratorio sperimentale di doppiaggio’, ‘100 mangaka, 100 stili’.

Per info e contati sulla scuola visitate il sito web.

Claudia Carella

Nata dallo stesso parto gemellare di cui sotto. Diventa miope dopo aver letto "Cecità" di Saramago e si laurea in Giornalismo dopo aver letto "Il falò delle vanità" di Wolfe. Lavora nel settore della comunicazione politica, per una NGO a Madrid, per le Nazioni Unite a Roma e per il Parlamento Europeo a Londra dove la sua occupazione primaria è bere caffè espresso.

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